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Apertura partita IVA online per estetista

La cura del corpo, senza dubbio, è diventata un’attività per cui si spende molto tempo e richiede anche una quantità di denaro considerevole per l’acquisto di prodotti e  servizi da parte dei professionisti del settore.

Con il contenuto odierno, vogliamo dedicare dello spazio a chi vuole intraprendere l’attività da estetista. Spiegheremo quale è il percorso per aprire la propria partita IVA da estetista e quali sono i requisiti per avviare la propria attività. Inoltre, attraverso un esempio di calcolo di imposte e contributi vedremo quali sono i vantaggi dell’apertura della partita IVA in regime forfettario, a patto sempre che il contribuente abbia tutti i requisiti per aderirvi.

Sommario

La professione dell'estetista

Come si apre la partita iva per estetista

I requisiti professionali dell'estetista

I vantaggi del regime forfettario per l'estetista

Gli obblighi da rispettare nel regime forfettario

Quanto paga di imposte e contributi un'estetista in regime forfettario

Esempio di calcolo imposte e contributi

Le autorizzazioni per l'apertura di un salone di estetica

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La professione dell’estetista

Per prima cosa è importante far sapere che l’attività da estetista viene qualificata come un’attività artigianale.

L’attività di estetista infatti, comprende tutti i trattamenti sul corpo umano il cui scopo è quello di mantenerlo in perfette condizioni. Questa attività, viene effettuata attraverso tecniche di tipo manuale, particolari prodotti cosmetici oppure attraverso apparecchi appositamente costruiti per la cura del corpo.

Inoltre, anticipiamo subito che chi vuole avviare un’attività da estetista deve essere in possesso di un adeguato attestato che certifichi l’ottenimento dei requisiti professionali da estetista.

Come si apre la partita iva per estetista

Il primo step per essere in regola come estetista è l’apertura della partita IVA e la contestuale iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, poiché come abbiamo fatto presente in precedenza l’estetista è un artigiano.

La procedura di attribuzione del numero di partita IVA e l’iscrizione al registro delle imprese avviene attraverso una procedura unica, chiamata comUnica a cui possono accedere solo gli enti e i professionisti abilitati.

ComUnica (Comunicazione Unica), istituita con la Legge 40/2007 e divenuta obbligatoria dal 1 Aprile 2010, è una procedura telematica che, con un’unica comunicazione, permette di eseguire tutti i principali adempimenti necessari all’avvio dell’impresa ai fini dell’iscrizione al registro delle imprese, dell’iscrizione all’Albo imprese artigiane e ai fini fiscali (IVA), previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL). Con la ComUnica non è più necessario recarsi o rivolgersi alle singole Amministrazioni interessate.

Per l’invio telematico delle pratiche è necessario ricorrere ad un professionista abilitato. Ricordiamo che l’iscrizione in camera di commercio richiede anche dei costi di avvio. I predetti, fanno riferimento a spese di istruttoria, diritti e bolli vari che variano da pratica a pratica. L’apertura della ditta per estetista quindi non è gratuita e veloce come nel caso del libero professionista freelance (quest’ultimo infatti per essere in regola non deve iscriversi al registro delle imprese) e di certo non basta avere una partita iva aperta senza aver fatto tutti gli adempimenti con il registro delle imprese / artigianato.

I requisiti professionali dell’estetista

Come per tutte le attività, prima di cominciare, occorre essere ben informati se siano necessari dei requisiti professionali per intraprenderla. Spesso e volentieri infatti, molti ignorano la necessità di una qualifica professionale per intraprendere una attività imprenditoriale. Tra le altre, anche per la professione di estetista sono necessari dei particolari requisiti professionali da parte del titolare della nuova impresa. Oltre ai normali requisiti di onorabilità dell’imprenditore al nuovo estetista verranno richiesti, in sede di apertura, dei requisiti professionali.

L’articolo 3 della Legge n. 1/1990 prevede che la qualificazione professionale di estetista si consegua mediante il superamento di un esame teorico-pratico preceduto dallo svolgimento di tre itinerari formativi contraddistinti e alternativi tra di loro.

La qualifica di estetista quindi, si conseguirà attraverso uno dei seguenti percorsi:

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I vantaggi del regime forfettario per l’estetista

Constatata la presenza dei requisiti professionali, nel momento di apertura della partita IVA anche nel caso delle attività da estetista è importante il momento della scelta del regime fiscale.

Se si tratta di una nuova attività e non si pensa di dover sostenere alti costi per beni strumentali consigliamo di aderire al regime forfettario almeno per i primi tempi. Come spesso menzionato infatti, questo regime semplifica molto la vita ai contribuenti e permette un risparmio importante in termini di imposte e contributi. Ma vediamo quali sono le agevolazioni nello specifico per le imprese artigianali.

Le semplificazioni in materia di IVA

Il regime forfettario è un regime fiscale esente da IVA. Le fatture dell’estetista forfettario saranno esenti IVA. La mancanza dell’IVA oltre ad una maggiore competitività all’interno del mercato perché permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni porterà anche ad un risparmio dal punto di vista del professionista che seguirà l’estetista nella gestione della partita IVA. L’ assenza di IVA infatti, semplifica molti adempimenti del commercialista.

Un’unica imposta

Un altro dei vantaggi del regime forfettario è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% o 15%. La differenza nell’aliquota dipende dal fatto se il contribuente può essere considerato start-up o meno. Inoltre, la presenza di un’imposta sostitutiva significa che non si pagheranno né IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali. Si dovrà pagare solo un’imposta. Nessun Regime Fiscale prevede tasse così basse in Italia.

La contribuzione agevolata

L’INPS per l’estetista, appartenendo alla gestione artigiani prevede una agevolazione contributiva pari al 35 % se si aderisce al regime forfettario sia sulla contribuzione fissa che a percentuale.

Ricordiamo che l’agevolazione non è implicita ma deve essere richiesta all’INPS, se si è appena aperta la partita IVA va fatta richiesta immediatamente.

N.B. ricordiamo che per tutti gli artigiani vige l’obbligo dell’iscrizione INAIL (di solito qualche centinaio di euro l’anno in base all’attività svolta e al profilo di rischio).

Gli obblighi da rispettare nel regime forfettario

Se si vogliono mantenere tutte le agevolazioni sopra elencate, e vi assicuriamo che sono molto vantaggiose, si devono rispettare delle condizioni. Quelle più importanti, che spesso portano i nostri clienti a dover uscire dal regime agevolato sono:

Limite di fatturato

Per poter aderire al regime agevolato deve essere rispettato il limite di fatturato annuo che dal 1° Gennaio 2019 ammonta a €85.000.

In caso di apertura della partita IVA in corso d’anno il limite di fatturato deve essere ragguagliato.

Quanto paga di imposte e contributi un’estetista in regime forfettario

Prima di passare ad un esempio numerico è bene precisare che un estetista oltre che l’INPS gestione artigiani è tenuto al pagamento dell’assicurazione INAIL che deve essere sommata ai conti effettuati di seguito. Questi importi sono fissi e da pagare a prescindere dal reddito conseguito.

Dopo questa premessa passiamo all’esempio.

Il sig.ra Bodoni apre una ditta individuale da estetista in regime forfettario start-up nel 2020 ed ha richiesto, in sede di apertura, anche l’agevolazione contributiva del 35%.

Ricordiamo che per poter continuare ad aderire al regime forfettario il suo limite di fatturato annuale sarà di € 85.000 ed il coefficiente di redditività con il quale saranno calcolate imposte e contributi è del 67 %.

Esempio di calcolo imposte e contributi

Ipotizziamo che nel 2020 il fatturato totale (ovvero i ricavi lordi annuali) ammonti a € 22.000.

Il pagamento delle imposte relative al reddito del 2020 sarà a partire da fine Giugno 2021. Mentre, sarà dovuto il versamento dei contributi fissi già nel 2020 a rate.

I contributi fissi generalmente ammontano a € 3.600 ma, con l’agevolazione del 35% scendono a € 2.400. Questi, dovranno essere versati in 4 rate. Nel caso in cui si apra a Gennaio, la prima rata INPS da pagare sarà quella di Maggio in quanto la rata di Febbraio è intesa come a saldo della contribuzione dell’anno precedente. Di seguito riportiamo le scadenze per il versamento dei contributi fissi INPS.

Nel 2020 quindi, il sig.ra Bodoni verserà solo i contributi fissi per un esborso pari alle rate di Maggio, Agosto e Novembre (1800 € circa)

Il sig.ra Bodoni sarà tenuta al versamento dei contributi fissi e al versamento delle imposte come saldo 2020 e acconto 2021. Precisiamo che per il calcolo delle imposte possono essere portati in deduzione i contributi.

Procediamo al calcolo.

Fatturato 2020: € 22.000

Contributi versati durante il 2020: € 1.800

Calcoliamo l’imponibile ai fini fiscali:

€ 22.000 x 67% = € 14.740

A questi € 14.740 dobbiamo dedurre i contributi versati che hanno un valore di € 1.800. Facendo la differenza l’imponibile impositivo per il sig.ra Bodoni sarà di € 12.940.

Imponibile fiscale 2019: (€ 12.000 x 67%) – €1.800= € 12.940

Imposta 2019: € 12.940 x 5%= € 647

Ricordiamo che sarà dovuto anche l’acconto per l’imposta del 2021 in termini del 100% del saldo dell’imposta del 2020 nello specifico, altri € 426. L’acconto per il 2021 potrà essere pagato in misura del 40% a Giugno e il restante 60% a Novembre.

Di seguito riassumiamo quanto appena detto in una tabella con le relative scadenze:

DataAzioneValoreRilevanza per il calcolo delle imposte 2018
1/1/2020apertura
16/05/2020versamento prima rata INPS 2020€ 600si
22/08/2020versamento seconda rata INPS 2020€ 600si
 16/11/2020versamento terza rata INPS 2020 € 600si
31/12/2020chiusura esercizio, fatturato totale€22.000si
16/02/2021versamento quarta rata INPS 2020€ 600no
16/05/2021versamento prima rata INPS 2021€ 600no
30/06/2021versamento imposta 2020 + 40% acconto imposte 2021€ 647+ € 258,88   possibile rateizzare tale importo in 6 rate fino al 16/11no
22/08/2021versamento seconda rata INPS 2021€ 600no
16/11/2021versamento terza rata INPS 2021€ 600no
30/11/2021versamento 60% acconto imposte 2021€ 388,2   non è possibile rateizzare tale importono
31/12/2021chiusura esercizio 2021, fatturato totale€ 25.000no

Le autorizzazioni per l’apertura di un salone di estetica

In conclusione è bene ricordare che dopo tutti gli adempimenti necessari per la tradizionale apertura della partita IVA, se si vuole anche aprire un salone d’estetica è necessaria anche l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di estetista che viene rilasciata dall’ufficio attività produttive del comune (SUAP) dove ha sede l’azienda.  Il rilascio dell’autorizzazione è subordinata a:

Consigliamo prima di sottoscrivere un contratto di locazione per un immobile dove esercitare in futuro l’attività, di verificare tutti i requisiti e in caso di dubbi farsi supportare da un geometra / architetto / ingegnere per eventuali problematiche di natura tecnica e non fiscale che poi sarebbero sollevate dal comune in sede di SCIA. Prevenire è meglio che curare…

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Autore: Michele (Partitaiva24.it)
Pubblicato il: 05/01/2018
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    6 commenti
  1. Rossella ha detto:

    Buonasera, ho aperto da sola uno studio di estetica con partita iva nel 2015. Sono nel regime forfettario, fino ad ora ho sempre fatto la ricevuta fiscale cartacea ma la mia commercialista mi dice che da gennaio è obbligatorio anche per me fare fatturazione elettronica. È proprio così?

    • Michele (Partitaiva24.it) ha detto:

      Buonasera Rossella,

      se sei solita emettere ricevute fiscali dovrai munirti obbligatoriamente di un registratore di cassa telematico.

      In alternativa, qualora non volessi acquistarlo potrai emettere fatture a tutti i tuoi clienti, anche in maniera tradizionale dato che sei in regime forfettario e per te la fatturazione elettronica non è obbligatoria.

  2. Valentina ha detto:

    Buonasera ! Volevo chiedere , un estetista Con regime forfettario , dopo i 5 anni continua a pagare il 15%? E L iva ?

    • Michele (Partitaiva24.it) ha detto:

      Buongiorno Valentina,

      dopo i 5 anni, se mantieni i requisiti per il forfettario l’imposta sarà del 15%. L’iva verrà trattata come gli anni precedenti.